Di: Mazza-Boni-Stimari-Tozzi, “La gallina”. Canta: Lasciala Cantare!

Sono d’accordo sul fatto che nel mar Mediterraneo ci sia stato di recente un aumento delle specie termofile meridionali prima presenti solo sulle coste nordafricane, ma non mi convincerete del fatto che il riscaldamento globale rappresenti una motivazione valida per l’esistenza di Gianni Morandi.
1963: si chiudeva il penitenziario di Alcatraz, Martin Luther King partoriva I have a dream davanti al Lincoln Memorial di Washington, i Beatles pubblicavano Please please me, e lui.

Fatti mandare dalla maaamma!
A prendere il laaatte!

Gianni Morandi riuscirebbe a sorridere pure davanti all’eiaculazione di un cammello nella culla di suo figlio: è la prova vivente del fatto che in materia di evoluzionismo Darwin ha la stessa attendibilità di Nando del Grande Fratello 11.
Un chierichetto bamboccione coprofago, maestro del volemosebbène, uno che ha costruito la sua intera vita in base al solo proposito di sentirsi dire “non dimostri gli anni checciài” a settant’anni.

“Centro di igiene mentale?”.
“Buonasera. Vorrei che veniste a prendermi. Immediatamente”.
“Cosa è successo di preciso?”.
“Stavo vedendo il Festival di Sanremo”.
“Per queste cose c’è il medico di guardia, possiamo darle il…”.
“No, mi ascolti. È un’emergenza. Ho visto Gianni Morandi. L’ho sentito fare il discorso iniziale. Ho pianto. E ho detto: cristoddìo datemi Alfonso Signorini“.
“Siamo subito da lei”.

Bisognerebbe smettere di guardare il Festival di Sanremo nel momento in cui ci si rende conto che la presenza di Tricarico in qualche modo lo qualifica.
A proposito, qualcuno può spiegargli che lo Zecchino d’Oro è a Settembre, e comunque non all’Ariston?
Luca e Paolo, velenosi quanto una barretta di Milka. E Umberto Tozzi, che ha cantato un bellissimo pezzo di Massimo Di Cataldo travestito da Franco Battiato.
Durante la serata è stato detto che Belén Rodríguez ha imparato il Tango “con grande umiltà”: non si è mai scoraggiata quando scivolava su quel liquido biancastro sparso su tutto il pavimento.
Il maestro Vessicchio, che a Sanremo c’era quando ancora si faceva via telegrafo: punto-linea-punto-punto.
Odio Sanremo perché esiste una gamma di artisti che non fa altro che andare a Sanremo, la loro attività musicale si esaurisce in quello: Anna Tatangelo, Alex Britti, Enrico Ruggeri, Toto Cutugno, Povia, Simone Cristicchi.
Fantastica la sezione giovani: Luca Barbarossa, Roberto Vecchioni, Anna Oxa, Patty Pravo (gentilmente offerta dalla Disney, che però non ha concesso l’uso delle consonanti), Al Bano.
Sui big non ci sono cazzi, vince Claudio Villa.

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