Papà beve.

Papà beve.
Lo so perché glielo dice sempre mamma, quando lui torna a casa la sera ed è tutto arrabbiato. Mangia in silenzio e guarda il piatto, e mamma rigira il cucchiaino nel caffè finché non diventa freddo, poi non lo beve e inizia a lavare i piatti. Nessuno dice niente, perché appena qualcuno parla papà si arrabbia tanto. Lui e mamma iniziano a urlare, lei piange e gli dice: bevi troppo.
Ci sono delle volte che papà, quando è arrabbiato, picchia mamma con la cinghia. Mamma dice che fa così perché è un uomo all’antica, e ai tempi suoi le donne si picchiavano con la cinghia. Litigano forte, papà prende la cinghia e stringe i denti che pare un cane, segue mamma che scappa per tutta la casa finché non si rintana in un angolo e si copre la testa con le mani. Allora papà inizia a dargli le botte con la cinghia, forti, per qualche minuto, e la schiena di mamma si arrossa tutta, ogni tanto esce anche il sangue e mamma piange forte, piange le e. Poi papà se ne va sbattendo la porta e mamma inizia a piangere ancora più forte, piange le a, che a me fanno tanta paura.
Allora io vado da mamma e la abbraccio, la stringo forte, cerco di sembrare un uomo grande, che secondo me è un uomo grande che serve a mamma, uno che la può proteggere. Io non sono un uomo grande, ma cerco di stringerla forte, fino a farmi male alle braccia, e lei continua a piangere le a e mi dà i baci sulla guancia, e mi dice che mi vuole bene, di stare tranquillo.

Papà beve.
Lo so perché quando mamma piange le a, io, dopo che l’ho stretta forte e penso che almeno un po’ di bene gliel’ho fatto, gli chiedo perché, perché papà ti picchia con la cinghia.
E lei risponde: perché beve.
A me questa cosa non è che la capisco molto. Come mai se bevi ti viene voglia di picchiare mamma con la cinghia?
Secondo me non è vero. E lo so perché ci ho provato, mica parlo così per dire.
Un giorno che papà non aveva picchiato mamma con la cinghia sono andato in cucina, e ho bevuto pure io: tre bicchieri di succo alla pera, un po’ d’acqua, una bottiglietta di Coca Cola, una tazza di latte col Nesquik e il Fruttolo.
Però non mi è venuta voglia di picchiare mamma con la cinghia. Al massimo, mi bruciava forte forte il petto e mi veniva da fare un sacco di rutti.
Mamma mi ha detto: ma no, scemo. Papà non beve queste cose. Papà beve delle cose che tu non devi toccare mai.
Solo che io non sono un bambino ubbidiente, e allora di nascosto ho visto cosa beve papà. È una cosa che sembra acqua, in una bottiglia che in basso è larga larga e sopra è stretta. E infatti mi sa che è proprio acqua, c’è pure scritto sopra: acquavite.
Io una volta l’ho assaggiata, ma faceva proprio schifo, l’ho sputata subito, sembrava di bere il bianchetto, e comunque non mi è venuto da picchiare mamma con la cinghia.
Ho pure provato a prenderla in mano, la cinghia, ho fatto la faccia da cane come fa papà e sono corso verso mamma urlando, ma lei mi ha fermato subito, mi ha fermato subito perché io non sono un uomo grande, e comunque quando mamma mi fermava io sentivo che mi faceva piacere che mi fermava, perché in fondo non volevo picchiarla con la cinghia.

Quando papà picchia mamma con la cinghia, mamma piange le a.
Io la stringo forte forte, fino a farmi male le braccia, e mamma mi dice: non è niente.
Allora io ci provo, a pensare veramente che non è niente, faccio finta che in verità non succede niente, che papà non picchia mamma con la cinghia, anzi: penso proprio che la cinghia non esiste.
Che papà, quando picchia mamma, in realtà non ha in mano niente, e lui ruota solo le braccia, fa quei movimenti che fanno quei ragazzi vestiti tutti male vicino ai Fori Imperiali la domenica, con quelle specie di lenzuoli lunghi lunghi e fini.
E io mi sa che quello che ha inventato la cinghia è veramente una persona cattiva. Che se non la inventava era meglio, stavamo tutti meglio e papà non ci picchiava mamma.
Sì. Io mi sa che quello che ha inventato la cinghia è proprio antipatico, e vorrei che papà ci picchiasse lui, con la cinghia, e non mamma.
Vorrei essere quello che non sono: un uomo grande grande, che picchia con la cinghia quello che inventato la cinghia, e pure quello che inventato quella cosa strana che beve papà.
Così mamma la smetterebbe di piangere le a, e quando siamo a tavola mangeremmo felici, e parleremmo della scuola, del lavoro di papà, dei picnic a Villa Ada.

Sì, io penso proprio che saremmo una famiglia più felice, senza cinghia e senza acquavite.

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