Nichilismi

Una cosa che ho sempre amato fare è fantasticare sulla vita delle persone.
Guardare la gente in autobus, in discoteca, in fila al Todis e immaginare tutta la vita che hanno dietro, la loro condizione attuale, i loro sentimenti.
Perché ogni persona è un adorabile pasticcio di coincidenze che offre al mondo che la osserva solo un’estremità. E io amo partire da quell’estremità e tuffarmi nei percorsi che apre, prendendo strade a volte grottesche a volte plausibili, e immaginare l’architettura che le ha portate a essere così, a presentarsi così.
E questa pratica, oltre a essere in un certo senso la base fondante del mio romanzo d’esordio, è anche un modo per determinare il mio stato psicologico al momento. Perché la chiave di lettura con cui interpreti le persone che non conosci e nemmeno senti parlare è un metronomo infallibile dello sguardo con cui tu ti rapporti alla vita in un determinato periodo.

L’altro giorno, per esempio, ero a ballare all’Angelo Mai.
Il tema musicale della serata erano le colonne sonore dei film famosi, quindi un’inevitabile serie di twistetti sbarazzini anni ’50 alternati a sprazzi di elegante intimismo ottocentesco.
A un certo punto c’era un lento, roba entusiasmante quanto un trattato su Proust di Alvaro Vitali, e infatti quasi nessuno ci dava dentro.
Ma una coppia, a pochi metri da me, ballava sorniona, una mano incrociata sul braccio teso, l’altro braccio dietro la schiena del partner, sguardi d’intesa, sorrisini e così via.
Partì il gioco. Io e una mia amica iniziammo a fantasticare.
Lei diede il via.

“Guarda quanto sono felici”.
“Si sono conosciuti stasera”.
“Si piacciono tanto”.
“Vogliono solo farsi una scopata”.
“Lui le ha offerto un drink”.
“Lei le ha già lasciato il suo numero perché hanno un amico in comune alla Regione Lazio”.
“Lui ha avuto solo tre partner nella vita”.
“L’ultimo è la sua ex moglie, Alessandra”.
“Sono stati sposati cinque anni”.
“Matrimonio forzato, non trovavano nessuno che se li inculasse perché sono brutti come la fame”.
“Lui, poi, a livello di studi si è fermato all’alberghiero”.
“Ora fa i turni di notte in un love motel a Stazione Termini”.
“La moglie l’ha lasciato per un altro”.
“L’idraulico”.
“È andata via con i due figli”.
“Non glieli fa vedere da due anni”.
“E lui va a mignotte tre volte a settimana”.
“Lei invece è zitella”.
“Si doveva sposare, nel 2003, in realtà”.
“Ma il marito non si è presentato al matrimonio”.
“Ora vive in Honduras, ha una moglie di venticinque anni che sta con lui per soldi”.
“Lei era gravida, il giorno del matrimonio”.
“Ha delle malformazioni congenite, non può allattare il figlio, deve dargli il latte in polvere”.
“Quando aveva quattordici anni è rovinata a terra uscendo dall’autobus, e ora zoppica”.
“Per questo balla così male”.
“Tre operazioni, un sacco di soldi, medici incompetenti, non si è più ripresa”.
“Lui ha il cazzetto”.
“Lei è frigida. E vota Berlusconi”.
“Lui si è fatto una sega oggi pomeriggio per durare di più”.
“La riaccompagnerà a casa e scoperanno con la bambina di lei nella culla accanto al letto”.
“Tre posizioni: canonica, lei sopra, pecora”.
“Salto della quaglia”.
“Lei ha l’AIDS”.
“Glielo dirà domattina”.
“Lui le spaccherà il labbro superiore con uno schiaffo”.
“Lei piangerà a dirotto”.
“Lui le affonderà un coltellaccio da cucina in gola tingendo le lenzuola di rosso bordeaux”.
“Poi la farà a pezzi”.
“Quattro: testa, torace, bacino e gambe”.
“La metterà in un sacco”.
“Lo scaricherà nel Tevere all’altezza del Fatebenefratelli”.
“Ma lascerà fuori il bacino”.
“Consumerà un atto di necrofilia con la sua vagina morta”.
“A Ladispoli, per deviare le tracce”.
“Poi la mangerà”.
“Meglio: la cucinerà con le lenticchie e la offrirà in pasto ai figli”.
“La polizia lo scoprirà dopo tre giorni”.
“Lui inizialmente negherà, poi dopo una settimana in carcere confesserà tutto”.
“Non diventerà neanche famoso, perché la storia è troppo forte per i telegiornali”.
“Finirà al massimo nei blog di qualche fan dei Cradle of Filth”.
“Si suiciderà in galera dopo un anno”.
“L’avranno sodomizzato più volte nelle docce”.
“Si taglierà le vene con una lametta da barba”.
“Lascerà al mondo un messaggio con un errore grammaticale: a messo invece di ha messo“.
“Finirà al Verano, nei posti alti, quelli che ci vuole la scala per metterci i fiori”.
“Al funerale ci saranno tre persone: la madre, il cassamortaro e il prete”.

“Andiamo a farci un Negroni?”.
“Daje”.

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