Spinoza è come Berlusconi

Ora lo dico, tiro fuori le palle, cazzo: se vi piace Spinoza siete Berlusconiani.
Ci sono valanghe di prove a riguardo.

Perché.
SPINOZA È COME BERLUSCONI: UN CARTELLONE PUBBLICITARIO AMBULANTE.
37% di voti alle elezioni, tre sei televisioni, duetré mignotte a sera (in tempi di vacche magre), Berlusconi.
Circa 120,000 fan su Facebook, una media di duecento commenti per post, un libro pubblicato, citazioni ovunque, persino plagi da Daniele Luttazzi, Spinoza.
Anzi, vabbe’, quello non è rilevante, Luttazzi non è stato neanche capace di inventarsi da solo un nome d’arte, figuriamoci.
Berluscoza è tutto, deve emergere lui e solo lui, è il marchio e fa brillare di luce propria tutto ciò che ha intorno.
Se esiste un candidato alla Presidenza del Consiglio degno di essere eletto, è Berlusconi.
E se esiste una battuta meritevole di essere ascoltata, è di Spinoza.
Ma non dell’autore della battuta pubblicata su Spinoza, proprio di Spinoza.
Una miriade di freddure racimolate da una fitta schiera di onesti mestieranti, e pressoché niente, e sottolineo niente di originale.
Poverini, questi gestori di Spinoza, che ogni settimana si devono fare un culo così a rovistare tra migliaia di battute più o meno valide che vengono loro sottoposte!, che fatica dev’essere farsi tutte quelle risate davanti al computer, ti si sloga la mascella, cazzo.

SPINOZA È COME BERLUSCONI: GLISSA SULLE ORIGINI DELLE SUE FORTUNE.
Berlusconi, che dal ’68 riceve finanziamenti la cui origine è assolutamente ignota o comunque irrintracciabile, grazie a un complicato sistema di scatole cinesi teso appunto a depistare dalla fonte.
Spinoza, che ogni post una ventina di freddure, e gli autori?, dove?, ma in fondo!, certo, tutti ammucchiati, in modo che nessuno possa essere associato alla propria battuta.
Non mi stupirei se si scoprisse che sono tutti pensionati, casalingue o malati terminali.
Ma dico, che vi costava mettere il nome e un linkazzo a fianco di ognuna?, gli fareste pure un favore, dato che, tipo, dal momento che il blog è interamente costruito sui parti mentali di terzi, insomma, uno straccio di riconoscenza male non je farebbe, a ‘sti terzi.
Con il risultato che: dove l’hai letto?, su Spinoza, e di chi erano ‘sti soldi?, di Berlusconi, e no, e no!, vaffanculo, i soldi sono arrivati a Berlusconi, ma chi ha dato quei cento, duecento milioni, e chi quelle duecentomila lire?
Ah, non lo so, controlla pure, i documenti stanno qua.
E dai documenti non si capisce una mazza.
Di Spinoza si conosce uno straccio dei padri fondatori, poi lo stesso blog afferma, nella sezione info:

Dal 2008 a portare avanti la baracca è Stefano Andreoli […]. A coadiuvarlo una legione di fedelissimi dalla tastiera affilata, il cui elenco completo non può essere contenuto nel margine troppo ristretto di questa pagina.

Eh, certo.
Non sia mai che qualcuno ne guadagni in fama, come se una mandria di piccoli gioiellieri partorisse una serie di collane meravigliose, poi qualcuno ci mettesse la scatola, e dicesse ah, so’ mie, ma ha collaborato una cifra di gente, troppa per citarla qua!

SPINOZA È COME BERLUSCONI: HA UNA VALANGA DI FAN IMBECILLI.
Sì, gente completamente lobotomizzata, quelli che di politica capiscono quanto io ci capisco di ciclo mestruale, però dài, oh!, Berlusconi è un grande, è un leader Berlusconi, a me me sta troppo simpatico Berlusconi, eppòi ao’, Berlusconi cià i soldi, se davvero pensasse solo ai cazzi suoi potrebbe stare a goderseli invece di governare l’Italia!
Gli stessi, magari, che semplicemente non capiscono un cazzo della logica che sta dietro a un blog serio, ovvero il fatto che le cose che ci stanno devi averle inventate tu!, per la Madonna, e dicono ao’, ma è troppo fico, Spinoza!, ao’, fa taja’, considera l’ho letto su Spinoza!, ao’ ah rega’, porcozzìo Spinoza!
Già, è troppo fico un blog che nasce, vive e sopravvive solo ed esclusivamente grazie all’apporto degli altri.
Come Berlusconi anche in questo, se per altri si intendono mignotte, Ronaldinho e… mignotte.

SPINOZA È COME BERLUSCONI: HA UNA VALANGA DI FAN FRUSTRATI.
Perché se ci pensate, l’ottantapercènto dei commenti agli articoli di Spinoza è assolutamente idiota.
Del tipo ao’, bbàda, la battuta X, chenonsochicazzolabbiascrìtta ma ‘sti cazzi, per me siete voi!, mi ha fatto morire!
Già, e cosa me ne sbatte, a me, di sapere che ti ha fatto morire?
E poi, se ti avesse fatto morire, manco avresti potuto scrivere il commento.
Soprattutto, fino al commento #67 è raro che non si incontri qualche coglione che scrive ancora primo!
E perché lo fanno?
Per la disperazione.
Per avere qualche clic in più, cazzo, lo faccio anche io, lo ammetto.
Perché sono un blogger sfigato, e la soddisfazione che mi darà la pippa che mi faccio quando torno a casa, per duetré volte la settimana dipende da quanti cuoredòre cliccheranno su OK alla fine dell’articolo che ho pubblicato.
Spinoza, i clic, te li regala col quasi.
Anche e soprattutto se lavori e inventi per loro.

Spinoza è come Berlusconi.
Ma se tutti gli autori che regalano i propri parti a Spinoza se ne staccassero e iniziassero a lavorare per conto proprio, in un blog che gli riconosca la paternità delle battute?

Uhm, non vorrei che facessero la fine di Futuro e Libertà.

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