Pratica delle parentesi quadre (ovvero: come Facebook deturpa il linguaggio)

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Il maggior traguardo che ho raggiunto nella vita, dopo la pubblicazione del mio romanzo d’esordio Roma, lato B AVVISO SPAM maggiori informazioni qui FINE AVVISO SPAM è la diffusione della pratica delle parentesi quadre su Féisbuc.
Un successo travolgente, almeno quattrocìnque persone l’applicano regolarmente, ormai.

Il background di questa mia eccezionale innovazione è la mia fissazione patologica per la grammatica Italiana, che ha trovato terreno fertile nell’aggiornamento degli status (o gli accosastaipensàndo, in Italiano).
Perché, voglio dire, io cose come questa non le sopporto:

Claudio Delicato Non faccio l’amore da talmente tanto tempo che sto partecipando ai Campionati Mondiali di Astinenza dal Sesso. Nelle semifinali incontrerò il Papa.

Non ha senso grammaticalmente!, Claudio Delicato è il soggetto della frase, così il verbo non concorda (e ho pure sorvolato sul fatto che la maggior parte della gente neanche rispetta maiuscole e minuscole, vojo di’).
Quando si aggiorna lo status su Fésibuc, si deve rispettare che il nome proprio è principio e soggetto della frase.
Così, quando formulo un pensiero o una battuta, la scrivo in terza persona:

Claudio Delicato si chiede se la Sacra Rota sia la crisi d’astinenza dei Vescovi.

Ma faccio così anche per le citazioni, se si possono “girare” in terza persona. Per esempio, prendiamo questa, degli Afterhours:

Stracciami Barbara, avrò la mente contorta, lo so ma non mi importa.

(Afterhours, Dea)

Ecco, io su Feisbùc la scriverei così:

Claudio Delicato avrà la mente contorta, lo sa ma non gli importa.

È da malati, lo so.
Però esistono frasi che non si possono “girare” in terza persona:

L’età di una persona non è una cosa univoca. Per esempio, il Papa sembrerebbe un vecchietto sui novanta, invece ha un’età psichica di zero, il che fra l’altro spiega il suo grande feeling con gli embrioni.

(Astutillo Smeriglia su MPNews)

Ed è per pubblicare queste frasi su Feisbùc come aggiornamento di status, che ho creato la pratica delle parentesi quadre.

Il concetto alla base è il tentativo di frapporre una divisione tra il soggetto e la frase. I due punti sarebbero l’ideale, ma Feisbùc pubblica lo status mettendo uno spazio dopo il nome e i due punti dopo lo spazio non se possono vede’.
Il trattino è una buona idea, ma è inelegante, e così anche le parentesi tonde.
E allora, via con le parentesi quadre:

Claudio Delicato [l'uovo ha una forma perfetta, benché sia fatto col culo]

Rigorosamente con la minuscola iniziale, ché le parentesi quadre non so’ mica come un punto.
Alcuni dei quattrocìnque di cui sopra hanno travisato completamente il significato della pratica delle parentesi quadre, e pensano che si debbano mettere solo quando la frase è una citazione.
Ma no!, ma no!, le frasi possono essere sia mie che citazioni, le parentesi servono solo a separarle dal soggetto, vista la discordanza dei verbi.

Claudio Delicato [il mio criterio di selezione per le donne è il ctrl+A]

Tuttavia, la pratica delle parentesi quadre perde efficacia quando nelle frasi c’è il discorso diretto.:

Claudio Delicato [“Come si fa a stare otto ore al giorno davanti allo schermo del computer?”. “Mettendo una bella gnocca come sfondo”.]

È ‘na caciara! Quindi, su queste frasi concedo la deroga sull’uso delle parentesi quadre.

Claudio Delicato “Claudio, il tuo bagno odora come quello del Circolo degli Artisti a metà serata”.

Ho più di un amico che ha invece scelto una via diversa, più universale. Ovvero, mettere sempre “e” dopo il nome, insomma così:

Claudio Delicato e la convinzione che Maria De Filippi sia ancora un bellissimo uomo.

È sicuramente più pulito, eh, ma ha le sue controindicazioni.
In primo luogo, praticamente si cessa l’uso dei verbi (che sociologicamente è interessante, per carità).
In secondo luogo, io vedo gli status di Feisbùc sostanzialmente come frasi dette da una persona, e non riesco a immaginarmelo uno che parla così.
Per esempio, quando è ora di pranzo a casa, e parla con la madre.

“Claudio Delicato e un leggero languorino”.
“Come dici, tesoro, scusa? Hai fame?”.
“Claudio Delicato e la voglia di un piatto di rigatoni alla carbonara”.
“Ma come parli? Hai fumato?”.
“Claudio Delicato e le difficoltà nel comunicare”.

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