La gente non è mai contenta (fare lo scrittore è un lavoro di merda)

Mentre scrivevo Roma, lato B non facevo altro che pensare ai ringraziamenti da mettere alla fine.
Perché per uno scrittore non c’è cosa più entusiasmante di scegliere l’epigrafe del libro, la dedica e i ringraziamenti finali. Anzi, si può dire che tutto il resto (leggasi: il romanzo) sia unicamente funzionale ai suddetti tre elementi, e quindi in sé potrebbe anche andarsene a funkoolow.
E mi affannavo, ansioso, perché porcapupàzza, Roma, lato B era il mio romanzo d’esordio, e non ci doveva essere una virgola fuori posto, ogni articolo, ogni punteaccàpo, l’epigrafe, la dedica, tutto, doveva essere tutto perfetto.

Quindi, figuriamoci i ringraziamenti.
Non potevo permettermi di dimenticare una singola persona, e a ognuna doveva essere rivolta la frase esatta.
E pensavo di esserci riuscito, ma poi mi sono accorto che non era così. Perché una persona mi ha detto.
“Mi hai fatto un ringraziamento del cazzo, l’ho pensato subito la prima volta che li ho letti”.
Ed è allora che ho avuto l’illuminazione: non sempre quello che un autore scrive nei ringraziamenti dei suoi romanzi piace alla gente (innovativo come un mocassino).
Perché la gente non è mai contenta (per capire, pregasi vedere i primi 25 secondi di questo video).

Per esempio, di un’ipotetica musa di nome, poniamo, Eleonora, avrei potuto scrivere.

A Eleonora, musica ovattata di un pianoforte lontano, melodia nella vita e fuori della vita.

E lei avrebbe detto.
“Non hai detto niente sulla mia intelligenza”.
“Come sulla tua intelligenza?, è un libro, mica un trattato di astrofisica, devo dire tutto in una frase, che secondo me tra l’altro è bellissima”.
“Sì, come no, bellissima, tutti penseranno che sono una svampita”.
“Va bene, tesoro, allora la cambio”.

A Eleonora, musica ovattata di un pianoforte lontano, melodia nella vita e fuori della vita, e anche molto intelligente.

“Va bene così?”.
“No”.
“Come no?!”.
“Non apponi prove della mia intelligenza. Si vede che è una cosa buttata lì, tanto per metterci una pezza. Chi legge la prenderà come una cazzata”.
“Va bene, Cicci Cicci Bàu Bàu, la cambio, ora però dammi un bacino”.

A Eleonora, musica ovattata di un pianoforte lontano, melodia nella vita e fuori della vita, e anche molto intelligente, infatti si è laureata con 110 e lode in matematica alla Normale di Pisa (vedasi fotocopia di attestato di laurea a pag. 173).

“Che ne pensi?”.
“Uhm. Insomma”.
“Cioè?”.
“Sei sempre il solito maiale. Non hai scritto da nessuna parte che io sono la tua ragazza. Potrebbe essere una frase dedicata a chissà quale mignotta di periferia. Ma tu lo fai apposta!, perché non ti vuoi bruciare le carte nel caso diventi famoso, non vuoi che si sappia che hai una ragazza”.
“Va bene, Cicciolosa Coccolosa mia, la cambio, ora però fammi una pompa”.

A Eleonora, musica ovattata di un pianoforte lontano, melodia nella vita e fuori della vita, e anche molto intelligente, infatti si è laureata con 110 e lode in matematica alla Normale di Pisa (vedasi fotocopia di attestato di laurea a pag. 173). Eleonora è la mia fidanzata da un anno, per provare tale affermazione visitate il sito claudioeleonorabacinicoccolosi.it, ogni mattina pubblico una foto di noi che ci baciamo con in mano una copia di un quotidiano del giorno per provare che la nostra relazione va avanti.

“Va bene adesso?”.
“No che non va bene, classista bastardo”.
“Cosa c’è che non va ora?”.
“Questa cagata della musica ovattata di un pianoforte lontano, e ‘sta roba della melodia, io non sono una musicista”.
“Ma che cazzo c’entra?, è una metafora!”.
“Sì, egoista cazzone. Così la gente penserà che sono una musicista, magari anche brava, poi mi vedranno con te e rimarranno tutti delusi”.
“Oddio, che palle! E che ci scrivo?”.
“Non so, fai tu. Io lavoro alle Poste e lo sai”.
“Va bene, Sbaciucchiosa mia, ora però dammi il culo”.

A Eleonora, nitido timbro su una raccomandata con ricevuta di ritorno, pausa pranzo prolungata per festeggiare un collega che va in pensione, e anche molto intelligente, infatti si è laureata con 110 e lode in matematica alla Normale di Pisa (vedasi fotocopia di attestato di laurea a pag. 173). Eleonora è la mia fidanzata da un anno, per provare tale affermazione visitate il sito claudioeleonorabacinicoccolosi.it, ogni mattina pubblico una foto di noi che ci baciamo con in mano una copia di un quotidiano del giorno per provare che la cosa va ancora avanti.

“Che ne dici ora?”.
“Bella merda che mi hai scritto. Più che un ringraziamento di un romanzo, sembra una lettera di raccomandazione”.
“Va bene, amore, ci penso io, tu vai a dormire”.

Ed è per questo che, a ‘sto punto, i ringraziamenti del mio prossimo romanzo suoneranno tutti più o meno così.

A Eleonora, lurida baldracca spaccacazzi, isterica strega malata di mente, e comunque le pompe proprio non le sa fare.

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