Eliminiamo il razzismo dal linguaggio comune!

Il razzismo, si sa, è una brutta bestia.
Lo sappiamo bene noi Italiani, che ce lo abbiamo nel sangue.
Ma un errore da non commettere, quando si parla di discriminazione razziale, è quello di credere che questa si manifesti nel mero attacco, verbale, fisico o mentale che sia, alla persona materiale.
Non è così. Per eradicare completamente il razzismo è necessaria una rivisitazione dell’intera impostazione mentale con cui si guarda alle altre etnie.

Il razzismo non è solo chiamare sporco negro un individuo di colore, muso giallo un Asiatico, crucco un Tedesco, maialesenzabidet un Francese o mangiaspaghetti un Italiano. Il razzismo è nelle espressioni e nelle parole più comuni, quelle che usiamo quotidianamente e che non sospetteremmo mai albergare un sentimento di discriminazione verso l’alloctono.
L’esempio che voglio fare oggi è la denominazione delle doppie nazionalità.
Noi Italiani, in questo, siamo veri maestri del razzismo.
Quando una persona, un film o qualsiasialtracòsa hanno due nazionalità, fateci caso, noi mangiaspaghetti tendiamo quasi sempre a citare quella Italiana per prima.
Così, diciamo: Italo-Argentino, Italo-Svedese, Italo-Tedesco.

Ciò denota una fortissima impostazione razzista di base.
Bene, andiamo avanti!, e rivoluzioniamo il nostro linguaggio! Dimostriamoci tolleranti verso lo straniero e invertiamo l’ordine delle nazionalità con cui definiamo i meticci. Così, d’ora in poi: niente più Italo-Norvegesi, ma Norvo-Italiani! Niente più Italo-Canadesi, ma Cano-Italiani (o Canado-Italiani, tiè)! Niente più Italo-Tedeschi, ma Tedo-Italiani! E così via: Argo-Italiani, Amero-Italiani, Spagno-Italiani, Finlo-Italiani, Svizzo-Italiani, e Olando-Italiani di tutto il mondo, unitevi!

Immagino un novello Martin Luther King, per metà Italiano e per l’altra metà Svedese, invocare l’uguaglianza totale fra gli uomini:

Svedo-Italiani, ho un sogno!

Ehm… vabbe’. Forse è meglio restare razzisti.

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