Quello che non c’è (ancora)

Io credo sia superstizione
ma il tuo destino mi usa
e rende ciò che amo, quando lo raggiungo
come qualsiasi altra cosa

Ecco, appunto.
Perché per lui, Daniele Carnevali, neanche ‘sta soddisfazione.
Voglio dire, raggiungere una cosa, poi rendersi conto chenonnevalelapéna.
E vabbè, occhei, punto pigliepportaccàsa.

Però, per lui, neanche questo.
Perché lui è quello che porca troia.
Quello che è al momento in cui te lo fanno pagare, il prodotto, che ecco, lei voleva una radio trentaduepòllici, ve’?
Ma come, scusi, cazzo, iocchièsto ‘na tivvù trentaduepòllici, checcàzzo.

Invece no, pum, stai, appòsto.
Lui, gli obiettivi non gli cambiavano in corsa, ma in fàccia, a due metri dal traguardo.

E lui, sorriso sullabbòcca, vaffanculo, eccià, ci vediamo.
La testa di chi l’ha appena presarcùlo, la faccia di chi è troppo orgoglioso per ammettere di averlo preso.

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