Berlusconismo e cuoio capelluto

La teoria che sto per esporre mi fu suggerita da un amico tempo fa.
Sostiene che Berlusconi si è trapiantato i capelli per svincolarsi dall’immagine del dittatore pelato.
Pensateci bene, è vero: nell’immaginario collettivo, molti pessimi politici Italiani non avevano i capelli; quelli buoni, invece, li avevano. Qualche esempio:

  • Benito Mussolini, calvo, cattivo;
  • Pietro Badoglio, calvo, cattivo;
  • Alcide de Gasperi, capelluto, buono;
  • Bettino Craxi, calvo, cattivo;
  • Aldo Moro, capelluto, buono;
  • Enrico Berlinguer, capelluto, buono.

In effetti esistono delle eccezioni, quali ad esempio Andreotti e Cossiga, ma ovviamente non ne parlerò perché non mi conviene presentare argomentazioni che possano mettere in crisi qualsiasi teoria che presento (quest’affermazione si autodistruggerà tra dieci secondi).

Ma il mio amico non si è fermato qui, è andato oltre. Ha notato che per l’Unione Sovietica è accaduto l’esatto contrario: i pelati erano buoni, i capelluti cattivi. Qualche esempio:

  • Vladimir Lenin, pelato, buono;
  • Josif Stalin, capelluto, cattivo;
  • Nikita Krusciov, pelato, buono;
  • Leonid Breznev, capelluto, cattivo;
  • Mikail Gorbaciov, pelato, buono.

Ecco perché gli Italiani continuano a votare Berlusconi!
Avesse fatto fare il suo normale corso alla natura, ora sarebbe il terrore di tutti noi.

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