Qualcuno era Comunista

Io sono Comunista perché i Comunisti sono come i Marziani.
Qualcuno dice che i Marziani sono un’intelligenza superiore.
Come i Comunisti.
Qualcun altro dice che i Marziani sono dei criminali assassini che distruggeranno il mondo.
Come i Comunisti.
Ma tutti sanno che i Marziani non esistono, che i Marziani sono un’invenzione letteraria, un meraviglioso racconto di fantascienza.
Come il Comunismo.

(Ascanio Celestini)

Troppi consensi, troppe approvazioni intorno a ciclofrenia.it.
Oggi ho voglia di farmi un po’ di nemici.
E allora, via con la provocazione.

Ho sempre duramente condannato la Legge Scelba.
Ebbene sì, la Legge Scelba, quella che condanna l’apologia di Fascismo.
L’ho sempre condannata perché mi sembra un insulto a:

  1. l’intelligenza (o sedicente tale) degli Italiani;
  2. il principio di autodeterminazione dei popoli.

Voglio dire, ci sono una marea di cose condannabili al giorno d’oggi.
La pedofilia, il razzismo, il terrorismo, Vittorio Feltri, l’imperialismo, i cetrioli, la Lazio, il Partito Democratico, il Maurizio Costanzo Show, il Reggae, l’insalata Russa, Keanu Reeves.
Ma non è che per questo si debba fare una legge ad hoc contro ognuno di essi (oddio, forse per l’insalata Russa sì).
Credo che chiunque abbia il diritto di esprimere il proprio pensiero, e chiunque altro di condannarlo senza se e senza ma.

E poi, dai, sarebbe una manna dal cielo per noi Comunisti.
Abolendo la Legge Scelba non dovremmo più sentirci dire perché il Fascismo no e il Comunismo sì? Il Comunismo ha fatto milioni di morti, anche più del Fascismo! Sai quanta gente è crepata nei gulag?
Geniale.
Come se l’errore dal dischetto di De Rossi durante l’Europeo 2008 giustificasse quello di Totti durante la Supercoppa, una sorta di specchio riflesso! per impolverati e corrotti politici ultrasettantenni.
Tanto più che per il Comunismo esiste una distinzione tra ideologia ed applicazione pratica che i Fascisti non hanno la fortuna di avere. A noi Comunisti va benissimo condannare il Socialismo reale, perché tanto lo sappiamo, che il Comunismo vero non era quello là, perché la Rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopodomani… sicuramente.

C’è una cosa che ho sempre odiato degli ex-Comunisti, ed è la loro totale incapacità di convivere con il proprio passato.
La paura nei confronti del “possibile” avvento del Comunismo è l’arma principale di Berlusconi e “compagni”.
E quando i moderati di oggi vengono incalzati sul loro passato nel PCI, questi vanno completamente in pappa, la loro dialettica fallisce in stile Parmalat, riescono solo a farfugliare qualche sillaba, senza far notare una cosa molto semplice.

In Italia c’è ancora tanta gente Comunista. Senza considerare le ultime elezioni, nelle quali Veltroni è riuscito nell’invidiabile impresa di eliminare la sinistra radicale dal paese (regalandoci così il privilegio di poter scegliere tra un partito di destra e uno di destra), nel 2006 i partiti che recavano la falce e il martello nel simbolo (Rifondazione e PdCI) ottennerro l’8.16% dei voti alla Camera ed una percentuale almeno equivalente al Senato (incalcolabile, perché i Comunisti Italiani erano insieme ai Verdi; ad ogni modo, la sola Rifondazione prese il 7.373%).
Ecco, appunto.
In Italia quasi una persona su dieci è Comunista, ed è quindi giusto, è democratico che questa idea venga rappresentata in Parlamento.
E mi duole dirlo, ma questo deve valere anche per i Fascisti.
Nessuno deve vergognarsi di essere stato quello che è stato, nessuno deve vergognarsi di essere quello che è.
Una delle poche fortune che ci sono rimaste è quella di poterla pensare come ci pare e piace.

Oliviero Diliberto rappresentò al meglio questa linea di pensiero nel corso di una vecchia puntata di Ballarò (o era forse Porta a Porta? Poco imPorta, tanto è labile la differenza tra i programmi di approfondimento politico in Italia).
Di fronte ad un Gianni Alemanno indiavolato, che lo incalzava dicendogli:

Ma vergognati, Diliberto!, ché hai cinquant’anni e ancora ti dichiari Comunista!

E lui mantenne la proverbiale calma e rispose:

Io sono Comunista e sono orgoglioso di esserlo, il vero dramma sei tu, ché sei Fascista e ti vergogni di dirlo.

Avevo in mente un simbolico silenzio, dopo quest’affermazione, ma non posso non lasciarvi con il video di chi questo pensiero l’ha rappresentato nel modo che più mi piace, con la musica.
Compagni, Camerati, please welcome Giorgio Gaber, performing Qualcuno era Comunista.

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