The male (il male)

C’è un lato oscuro nel mio passato: un cortometraggio amatoriale che ho girato con un amico un bel po’ di mesi fa.
Si intitola The male (il male).
L’errore di traduzione, se ve lo state chiedendo, è del tutto (in)voluto.
Avevo postato tempo fa su questo filmato, ma importando il vecchio blog su WordPress mi si era incasinato l’intervento, e allora, visto che:

  • in questi giorni ho zero idee ma voglio mantenere un buon numero di accessi al mio blog;
  • vorrei aumentare le visualizzazioni (e magari anche i commenti) su YouTube, dato che sono solo 950;

…perché non pisciare in faccia a Paganini e ripetersi?

La trama è qualcosa di insensato, ma proverò a riassumerla.

Due intrepidi ragazzi, con l’ausilio di un vocabolario Italiano-Inglese trovato in casa, partono per l’Inghilterra alla ricerca del male (The male). Ma al loro ritorno una strana presenza li attende.

Trovo The male geniale nella sua completa idiozia, e di ciò va dato merito a Jazz, che l’ha montato con sapiente pazzia (e qui, standing ovation per la rima, please).
Immagino già le recensioni.

THE MALE
Voto 8.5
Con la sua atmosfera onirica e allucinata, con i suoi continui flashback e cambi di rotta nella regia, con le sue tempistiche sfalsate e le sue deliranti intuizioni, The male rappresenta l’archetipo di un nuovo modo di fare cinema. Robert Rodríguez, Darren Aronofsky e Quentin Tarantino sono avvertiti: da oggi non sarà più possibile girare film senza rifarsi a questo capolavoro dello sfrantismo postmoderno.

Godetevelo tutto (sono bravo a creare aspettative?).

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