Echochrome, il videogioco impossibile

Di certo molti di voi conoscono Maurits Escher.

Se questo nome vi risulta oscuro ma non avete voglia di leggere la voce di WikiPedia appena citata, vi basti sapere che era un incisore e grafico olandese conosciuto soprattutto per le sue litografie rappresentanti costruzioni impossibili, esplorazioni dell’infinito, tassellature e motivi a geometrie interconnesse che cambiano gradualmente in forme completamente differenti.

Le opere di Escher hanno una forte componente matematica, e molti dei mondi che ha disegnato sono costruiti attorno a oggetti impossibili come il Triangolo di Penrose oppure ad illusioni ottiche come il Cubo di Necker: per realizzarle, l’artista si avvale di stranezze della percezione e della prospettiva.

Oltre all’immagine a sinistra (Belvedere), in rete potete trovare altri esempi della sua follia, come Relativity, Tower of Babel, Hand with reflecting sphere, Reptiles, Sky and water I, Drawing hands, Convex and concave o Ascending and discending.

Pane per i denti di scienziati, matematici, fisici e compagnia bella, ma non solo. La pazzia è contagiosa, ed è per questo che il 19 marzo 2008 la Sony ha lanciato Echochrome, un videogioco per Playstation 3 e PSP ispirato alle costruzioni impossibili dell’autore in questione. Una vera manna dal cielo, per menti deliranti come la mia.

Lo scopo del gioco è quello di manovrare un manichino in un mondo ruotabile in cui la fisica e la realtà dipendono dalla prospettiva. Vi riporto qui sotto il video di presentazione di Echochrome, ma vi sconsiglio fortemente di comprarlo se non volete impazzire.

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