Requiem

Ed è fatta, finalmente è fatta.
I momenti chiave, nella vita, sono quelli in cui ti liberi delle abitudini, delle cose, delle persone.

Come decidere di tagliarsi i capelli
di eliminare il caffè o le sigarette
di farla finita con qualcuno o qualcosa
una formalità

Privarmi di una parte di me mi fa sempre sentire meglio.
Privarmi di Bill Gates, ancora di più.
Ho iniziato un paio di anni fa, con qualche programma open source.
Ma la mia inguaribile pigrizia nei confronti del computer non mi aveva fatto fare ulteriori passi avanti.
Poi, per regalo ricevuto, giunse un Macintosh.
Ed il mondo, improvvisamente, è diventato più grande.

C’era solo una cosa di cui non riuscivo a liberarmi: il mio blog.
Diario di vita e bicchiere di lacrime.
Ospitato su Windows Live Spaces.
Che fare un blog su Windows Live Spaces è un po’ come fare sci nautico a Berlino.
Con l’aiuto di un amico paziente (le cui abitudini e convinzioni vengono puntualmente da me replicate con un delay di qualche anno – infatti nel 2009 mi vedrete a Parigi, ci scommetto le palle), però, sono riuscito a spostare qui tutti gli articoli.
Ed è stato come guardare un vecchio album di fotografie, mentre faticosamente categorizzavo rigorosamente (N.B. – sono appassionato di avverbi e cacofonia) ogni intervento.

I periodi nella mia vita in cui parlavo solo di politica.
Quelli in cui parlavo solo di calcio.
Quelli in cui anestetizzavo ‘ste urla con qualche sorriso sparso.
Ma è stato preoccupante notare che, da tre anni a questa parte (anzi, da tre anni ha questa parte, tanto per fare un errore grammaticale), l’amarezza di fondo è rimasta, come lo zucchero non riesci a grattare via dal fondo della tazzina di caffè, né riesci ad ingoiarlo perché scende giù troppo lento.

Oggi sbarco qua, ed è come aprire un libro nuovo.
Che non leggerà nessuno.
Essere qui, pensando di stare a parlare al grande pubblico.
Come se il passaggio da Live Spaces a WordPress fosse tipo quello dalla fiction al cinema.

Ad ogni modo, mi piace pensarla così.
Buongiorno mondo.

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