Kill me Licia (il mistero del testo di “Kiss me Licia”)

Chi scrive i testi delle canzoni ha una responsabilità enorme.
Una sola parola fuori posto, un verbo scelto male e il pezzo potrebbe diventare l’inno di una generazione o un anthem odiato da tutti.
Con un testo puoi cambiare la vita di una persona o lasciarla uguale per sempre.
Pensate ai Beatles, ad esempio, e alla loro celeberrima She loves you.
Pensate cosa sarebbe successo se avessero usato il verbo sbagliato.

She fucks you yeah, yeah, yeah!

Non suonerebbe così bene, ecco.

With a cock like that… you know you should be glad!

(Va be’, queste poi sono dissertazioni personali)
Ma c’è una canzone in particolare su cui vorrei soffermarmi oggi, ed è la sigla di Kiss me Licia.

Un giorno di pioggia
Andrea e Giuliano
incontrano Licia per caso

Cristina Da Vena (nel senso che te fa suicida’) dipinge un affresco di rara bellezza e romanticismo: una passeggiata sotto la pioggia, un cielo indaco sopra Andrea e Giuliano, uno scenario decadente da sedi impolverate del PCI.
Poi, la luce. Anzi, la Licia.
Ma nel ritornello il testo della canzone commette un errore fatale.

Kiss me, kiss me Licia
sono affezionati
ed innamorati
e pensan sempre a TE!

Mi sono sempre chiesto perché Mirko e Licia, con le loro dinamiche da romanzo rosa, con il loro amore perfetto, puro, senza un finale che faccia male, con cuori sporchi e mani lavate, dovessero pensare sempre a Claudio Delicato.
Claudio Delicato, con il suo nasone e le sue battute sceme sul sesso.
Claudio Delicato, con le sue sigarette stuccate nelle pause.
Claudio Delicato, con le sue mail deliranti.
Claudio Delicato, con la sua idiosincrasia delle pance.

Al di là del fatto che quel TE può essere riferito a qualsiasi persona, e di conseguenza: se Licia pensa sempre a tutti i ragazzi del mondo, è sostanzialmente un puttanone. Se pensa sia ai ragazzi che alle ragazze, è un puttanone bisessuale. Stesso dicasi per Mirko, che oltre a puttaniere bisessuale è pure cornuto e quindi del tutto tonto.
(Tra l’altro, che è frocio si vede lontano un miglio)
E comunque, se fossi Mirko, il fatto che Licia stesse sempre a pensare a Claudio Delicato mi farebbe rodere un po’ il culo.

Me li immagino, Mirko e Licia, seduti su una panchina nell’ennesimo giorno di pioggia (perché i cartoni non fanno sesso – MAI), che si accarezzano i capelli a vicenda tenendosi l’altra mano.
Mi immagino Mirko che di soprassalto esclama:
“Aho’, ma Clex?”
Mi immagino i concerti dei Beehive, con il loro rosa shocking anni ’80, che al microfono urlano:
“La prossima canzone è dedicata al mitico Clex!”
Oppure che mi fanno suonare la batteria con loro, follia.

Non mi soddisfa, non basta, non è una spiegazione convincente.
Allora, con il tempo, ne ho cercate altre.
Anzi, si può dire che abbia passato la mia gioventù ad arrovellarmi su come potessi in qualche modo entrare nelle meccaniche di Kiss me Licia.

Magari, che ne so, un giorno Mirko va a trovare Licia al negozio e la trova a fare sesso con me nel retrobottega.
Funzionerebbe: Licia pensa sempre a me perché sono il suo amante, Mirko perché vuole spaccarmi il culo.
Ma no, non può essere: perché il mondo tirato a lucido di Kiss me Licia, la loro città di plastica e i loro cuori di zucchero filato, non possono contemplare un tradimento.

Allora, magari Licia e Mirko pensano a me per qualche altro motivo, che so, questioni di lavoro.
Mirko e Licia sono due intraprendenti commercialisti di Nagasaki.
Non male.
E io sono il loro miglior cliente, dall’alto dei miei 700 dollari al mese.
Mi immagino Licia che entra atterrita nello studio di Mirko, il viso pallido, gli occhiali appannati, le occhiaie di una notte insonne, i denti macchiati di caffè, la sigaretta ancora accesa nel posacenere.
“Mirko, c’e’ da trovare una soluzione per i 250 dollari che Claudio ha evaso l’anno scorso.”
Niente da fare, non funziona.

Vorrei che questa diventasse una psicosi collettiva, non voglio rimanere solo nei miei complessi verso Kiss me Licia.
Pensaci bene, la prossima volta, Cristina D’Ave’.

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