Mille anni con Elide

A volte
compaiono streghe
la psicoanalisi
non funziona più come
io vorrei

Demone
demone, come
cadi bene
un bolide
diamine
demone, l’ansia
divora

Così, mi capita di essere tranquillo nei momenti in cui dovrei essere agitato. E di essere agitato nei momenti in cui dovrei essere tranquillo.
Sereno, tranquillo, fatalista e cinico di fronte ad una tragedia familiare. Di fronte a una crisi politica, di fronte ad un litigio, di fronte ad un insulto. Completamente atarassico nei confronti di tutto ciò che fa paura.
Turbolento, inquieto, inavvicinabile di fronte a un piatto di pasta. Di fronte a un prato verde, allo scaffale di un supermercato, all’Arcobaleno. Tutto ad un tratto, senza spiegare perché né tantomeno chiedere scusa, qualcuno da sopra o da sotto dadestradasinistradisguinciod’obliquo, spinge un tasto e io mi spengo.

Pum, fottuto, annichilito, senza rimedio. Non parlo più, accenno sorrisi più forzati delle serrature delle Uno bianche tra gli ottanta e i novanta.

Tutta la conoscenza del mondo se ne va e mi entra diretta nel culo. Non mi esce più una parola dalla bocca, mi si rovescia tutto dallo stomaco, cessa la voglia di mangiare, di fumare, di parlare, e comincio a dialogare solo ed esclusivamente con il mio cervello. Parlo con l’ansia che mi sale dentro, e tutti sentono, anche se nessuno riesce ad ascoltare. Perché è roba tra Claudio e Claudio, è roba che Claudio dice a Claudio, è il migliore amico di Claudio che parla con Claudio, è il papà e la mamma di Claudio che si prendono cura di Claudio, è Claudio che scrive di Claudio.

Minchia, sei una delle persone piu’ criptiche che abbia mai conosciuto.

Anche quando, tutto sommato, intorno mi girano cose abbastanza belle.

Aho’, cumpa’, Maronn’, che c’hai?

Restano dentro e diventano più brutte, e quelle più brutte restano dentro e diventano ancora più brutte.
Io, da tempo cerco di capirmi. Ma non ci riesco, perché la mia opinione non mi convince mai.

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