La manovra di Valsalva

(Respirando a fatica sul sedile reclinato)
“Glielo dico da ateo convinto: che Dio la benedica.”

Mi ha messo paura, quello che è successo oggi. Perché può capitare, di sentirsi male. Può capitare mentre sei in macchina da solo. Mentre vai da ciò che devi (Sport Locale) e ciò che ami fare (suonare). Può capitare, mentre sei su via Idrovore della Magliana, il primo campo che abbia mai battuto dall’inizio della mia collaborazione con il settimanale. Può capitare che, prima di sentirti male, stai sentendo Apatia (in caso di assunziona prolungata), in assoluto la canzone più sentita e sofferta che abbia mai scritto. Può capitare che, unica volta nella vita, stacchi volutamente lo stereo.

Perché sto male, mi sento male, non respiro.

Può capitare che dici Magari passa subito, può capitare che pensi Non la fermo qua, la macchina, aspetto di incontrare qualcuno che mi dia una mano. Può capitare, allora, che percorri un chilometro con il cuore che ti schizza via dai polmoni, soffrendo, inconscio di ciò che può succedere, ché ti viene da pensare Magari è adesso, magari adesso è finita. Può capitare che fermi Virginia alla bell’e meglio, esci dalla macchina, ti avvicini alla 206 ferma dietro di te, agiti una mano in segno di aiuto, poi ti accasci a terra. Può capitare che la persona nella 206, fumante, cellulareggiante e apparentemente noncurante, scenda dalla macchina per sentire che succede.

Ma.
“Che hai?”
“Non lo so, sto male, tachicardia, forse, non riesco a respirare.”
(Il cuore a mille)

Può capitare che le prime parole che ti dice siano “Sei fortunato, sono un cardiologo”?
Oddio, può capitare, sì.
Forse sì.
Ma io non ne sono così sicuro.

Poi, tanta paura, un elettrocardiogramma lungo una vita, infermieri simpatici e smettila di agitare quelle mani.
“Prendi qualcosa? Farmaci? Cocaina?”

Esci, dimesso, sia medicamente che fisicamente. E fuori, Ricky e Starlette. Ché questo, secondo me, è un segno.
Tanta paura, poi a godere del mio primo sorriso sono gli unici amori duraturi che abbia avuto nella vita. Gli amici e la musica.
E forse c’è qualcosa dietro tutto questo, forse da oggi sono un po’ meno ateo. Anche se poi non era niente, dai, non era niente.

“Ci rivediamo presto, eh?”
“Speriamo di no.”

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