DiaMetralMente opposto

Mio padre mi ha detto una cosa ben precisa. Mi ha detto bada bene, ché le donne stanno davvero godendo solo se strillano. E non ci sono cazzi, purtroppo, tutte quelle che ho scopato hanno strillato solo quando gliel’ho dato ignorante.

L’aveva detto uno che non sarà stato certo un guru della filosofia di vita, ma che di sesso se ne intendeva eccome.

In quel momento, la vita mi portava verso Zulejka.

Zulejka, il mio conto in sospeso. Il mio primo, vero, titubante amore. Il mio essere impacciato fatto donna. Mi riconobbe subito, nella sua fredda Bologna invernale. La Bologna delle zeta al posto delle cì. La Bologna delle due torri, sempre più stanche, sempre più fragili. La Bologna delle biciclette e dei decini di fumo in piazza. Quella Bologna che per me era stata sempre e solo Zulejka.

“Ulderico, sei cambiato”, mi disse con un sorriso. E mi passò sulla guancia sinistra una carezza che avrebbe fuso il piombo. Tre anni che non la vedevo, in testa solo il ricordo di me, amante impacciato ed inesperto, del tutto inadatto alla prima mossa, quasi non la toccai neanche con un dito, in quei quattro mesi che condividemmo.

Mi strofinò addosso il suo sguardo trasparente. Io ricambiai con il mio docile e placido imbarazzo.

Poi, come niente, facemmo l’amore.

I suoi occhi fissi verso il mio ventre, le mani che sfioravano il petto, il respiro a scatto come un nuotatore che cerca l’iperventilazione.

In quel momento capii. Ché sarà pure vero che “Le donne stanno davvero godendo solo se strillano”.
Ma esiste fare sesso e fare l’amore.
E a me piacevano entrambi.

Rimase, tra di noi, il sapore acre di un conto che attendeva di essere saldato da tempo.

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