La commedia all’Italiana

Ché partire, alla fine, vuol dire sempre qualcosa in più. Il viaggio significa sempre qualcosa in più del viaggio stesso.

Così, la Finlandia fu il desiderio. La Romania, la curiosità. Il Perù fu una ricerca, un’introspezione. Barcellona fu una fuga. New York fu egocentrismo. Boston fu l’errore. La Francia fu l’amicizia. L’Egitto fu ottenere ciò che da me esigevo.

Ancora oggi, non riesco ad evitare di caricare il viaggio di ulteriori significati. Forse perché voglio dedicare la mia vita al viaggio, forse perché voglio sentirmi sempre in movimento. Forse perché, in fin dei conti, c’ho il ballo di San Vito e non mi passa.

Così, ecco un altro viaggio. E che significato vorrai mai attribuire all’ennesimo viaggio sfascione in Olanda?!

Ve lo dico io, checcazzo.

Ecco un amico che va in Olanda per inseguire un sogno (a dir tanto), una ragazza (a dir poco), un po’ d’affetto e di sicurezza (a dire la verità). Ecco che, puntualmente, non li trova. Ecco che si demoralizza. E tu lo vorresti fermare, guardarlo dritto negli occhi, dargli due schiaffoni in faccia e dirgli Non ti devi permettere, perché tu sei la persona migliore che io abbia mai incontrato nella vita e non posso accettare che i tuoi umori dipendano da questo, dipendano da questo.

Ecco, allora, che la truppa parte all’assalto. Una truppa mozza del quinto esponente di Gallipoli, il che fa male perché nella nostra armata Brancaleone non c’è nessun capo, nessun leader, e tutti hanno la stessa importanza. Nelle nostre opinioni divergenti, siamo tutti un po’ Marxisti.

C’è quello alto col nasone, simile a me ma più bello, che ci ho condiviso pochi viaggi ma sono sempre state esperienze indimenticabili. Uno che ha la capacità di farti pensare, ogni volta che lo vedi, cazzomaioancoranonl’hoscopertotuttoquestoqua. C’è quello bassetto, a tratti grassottello, che è una delle compagnie più frequenti e piacevoli, uno che dentro ha un dolore che potrebbe spaccare il culo del mondo ma non lo dice e non lo fa notare, perché non ha manie di protagonismo come me. E tu gli porti un immenso rispetto perché sei convinto che sullatuatombacisaròsempreioesullamiacisaraisempretu.

Tutti insieme, dinoccolati, sconnessi, approssimativi, dai volti appena abbozzati, in giro a sorreggerci l’un l’altro come meglio possiamo, ché la vita è una sola e non possiamo ricambiare tutte le prese per il culo che ci regala.

Post correlati secondo criteri di dubbia valenza scientifica

Commenta

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *