Dico troppe parolacce/1

So che gli aggiornamenti del mio blog sono più irregolari del verbo fare, ma questa cosa la volevo scrivere da tempo, aspettavo solo di avere abbastanza dati a disposizione.

Sono veramente sconvolto dalle vie traverse mediante le quali la gente accede al mio blog. Sono dati che mi fanno dubitare della mia moralità, della mia integrità, del mio essere una persona (presumo) normale.

Diverse persone hanno trovato l’indirizzo del mio blog digitando su Google (badate bene che nella maggior parte dei casi ciclofrenia.it era tra i primi dieci risultati) le seguenti parole (ho dovuto inserire congiunzioni e preposizioni per rendere il tutto più intellegibile, ma il senso era chiaro anche senza):

  • Farcita di sborra
  • Foto di micropeni
  • Foto di tette villose
  • Puttane a Roma
  • Costo di una puttana sulla Colombo
  • Bocchini (così, secco e deciso)
  • Masturbazione convulsa
  • Fottere
  • Scopare
  • Chiappe sode
  • Anziane in calore
  • Piscio in culo

Ora, ovviamente Puttana numero cinque ha contribuito non poco ai sovracitati eventi, ma resta il fatto che il mio blog è universalmente considerato, dati alla mano, un ricettacolo di porcherie invereconde (e la cosa mi piace).

Ricordo i primi tempi, quando Live Spaces non ti permetteva di inserire parolacce nel titolo dei post (Il titolo presenta espressioni volgari e offensive), ora mi viene da ridere. Immagino già i commenti dei politici:

OLIVIERO DILIBERTO.
“Delicato è un pazzo, pericoloso per la democrazia.”

SILVIO BERLUSCONI.
“Io credo che Delicato abbia fatto del suo blog un uso criminoso, e penso sia dovere di Live Spaces epurarlo dal servizio.”

DANIELE CAPEZZONE.
“L’esigenza di libertà che Delicato proclama con i suoi interventi volutamente offensivi segna la necessità, in Italia, di una mentalità laica, liberale, radicale e socialista.” (sì, Capezzo’, perdìo, abbiamo capito, sempre così!)

FAUSTO BERTINOTTI.
“Riconosco che Delicato manifesti un anelito di libertà che affonda le sue radici in un retaggio culturale, sociale e politico pertinenti a schemi la cui idiosincrasia si può identificare in una latenza di comprensione verso tutto ciò che si manifesta come altro da noi. Va però specificato la violenza onnicomprensiva delle sue illazioni debba essere alienata da un contesto più che mai distante dalla vita politica, la quale deve impegnarsi affinché si avvii un processo di riconciliazione tra entità ormai diametralmente opposte.”

GIANNI ALEMANNO.
“Se ci fosse ancora il Duce queste cose non succederebbero, qui tutti lo negano ma è evidente, è necessario un processo di riabilitazione di ciò che di buono il Fascismo ha fatto per l’Italia.”

Altri articoli sulle chiavi di ricerca: #dicotroppeparolacce

Share this...
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on RedditEmail this to someone

Commenta

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *