Salviamo il Neolitico!

Dorme, la Biblioteca Barone.
Non sembra quasi lei, senza i suoi bip incessanti, senza il chiacchiericcio carbonaro da reprimere, senza le sue bellavista che ti regalano uno sguardo nel socchiudere la porta d’ingresso, senza la boria del non stare su MSN, e non guardare la posta, dai! Senza il traffico dei libri da rimettere a posto, senza le tessere da plastificare e da rinnovare, senza i Corrieri dello Sport letti di soppiatto, nel timore che giunga la direttrice. Senza la petulanza di chi sta dietro al bancone, senza la burocrazia 100% made in Italy, senza domanderisposte a monosillabi.

In principio fu il telefono.
“Salve, posso parlare con il signor Smith?”
“No, mi dispiace, ha sbagliato numero.”
“Ma come, questo non è il 3?”
“No, questo è il 5!”
(Rubata ai Griffin, per carità.)

Poi l’elettronica, e tutti gli annessi e connessi.
“Avevi sempre disprezzato le batterie elettroniche!”
“No, io disprezzavo le batterie fatte al computer.”
“Che poi, ricordi?, dicevi che la batteria dei Tiromancino faceva schifo.”
“Infatti mi fa schifo ancora. Ma quella sono due-tre tracce di Nuendo, quella non è Uma.”
“Tutta questa passione per l’elettronica, poi…”
“Anche tu! E forse è bello per questo. Alla fine, forse, sono cambiato meno di quanto credessi. Ho creduto di essere cambiato, per un bel po’. Poi, mi sono accorto che non era proprio così. E che comunque la persona alla quale importava di meno che fossi cambiato o no ero proprio io.”

Poi venne ICQ.
Aisicchiù!
ICQ era l’embrione, era il primogenito di una nuova forma di comunicazione, che presto avrebbe preso il posto delle parole, che presto avrebbe avuto molto più valore delle parole, molto più peso, molta più affidabilità delle persone. Ecco allora che tutto deve diventare incredibilmente, insopportabilmente razionale. Ecco che non si può più scegliere una canzone, una frase, una foto, senza che ci sia uno specifico motivo, senza che ci sia qualcosa sotto.
Ma mi sembra sia chiaro, che non sono una persona razionale! E chi mi conosce lo sa.

Ecco che, d’un colpo, non devo più rendere conto a me stesso delle mie azioni, ma solo ed esclusivamente ad MSN, alla mail, alle citazioni, ad un blog. Ecco che la mia gola è la tastiera.

Ma ICQ, quello no. Quello aveva ancora qualche romantico difetto. Che lo rendeva, forse, un po’ più umano. ICQ era capace di farsi odiare. Era capace di rendersi insopportabile, con i suoi suoni pacchiani e la sua grafica scarna.
Insopportabile, sì, e lo è rimasto.

Chi lo usa più, ICQ?

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