Radio W

Odio andare da Your Music.
Mi chiedo perché, ogni tanto, continuo ad andarci. Ogni volta che ci entro, mi ripropongo sempre di non tornarci più.
Odio i suoi commessi tracotanti e presuntuosi, che non ti cagano mai. Stai lì, aspetti ore come uno stronzo, e loro ti trattano con una sufficienza che vorresti prenderli a pisellate in faccia.

Ma quel giorno, lunedì scorso, era diverso dagli altri. Per lei ero disposto anche a sopportare le mie intolleranze.
(Tralasciando il fatto che lì avrei potuto pagarla meno.)
È una puttana d’alto borgo, e le puttane d’alto borgo si fanno pagare – ahi, se si fanno pagare.
Mi ha telefonato l’informatore, dicendomi solo “è arrivata”. E mi sono fiondato.

L’ho riconosciuta subito, l’avevo vista solo in foto. Messa così, tutta chiusa in se stessa, non riusciva comunque a celare la sua interminabile bellezza. Era con sua sorella, sua sorella più grande. Forse più bella di lei, ma lei, lei sì, ho capito subito che doveva essere mia, perché cosa c’è di meglio, in una donna, del fascino dell’imperfezione?

L’ha capito subito, che ero venuto per lei. Mi ha lanciato uno sguardo, un timido sguardo, e là ho capito tutto. Sembrava volermi dire “Tu lo sai che io non c’entro niente qui, vero?”

Le ho risposto con un sorriso. E lei mi ha detto:
“E allora forza, prendimi e portami via.”

L’ho presa in braccio, l’ho portata in macchina, ho fatto tutto il viaggio verso casa tenendole una mano sulla gamba. Per cui, signori, date il benvenuto a Uma.
Carolina va in pensione, almeno per un po’. Adesso c’è lei, solo lei.

Ci ho messo un po’, prima di averla davanti agli occhi in tutta la sua bellezza.
Perché è una donna, e come per tutte le donne di classe, ci è voluto un po’ per riuscire a montarla.

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