Football Manager (Scudetto)

PREMESSA.

Mi scuso anticipatamente con chi legge questo post senza conoscerne il tema centrale, ossia Football Manager, un gioco manageriale di calcio altrimenti noto come Scudetto. Siete fortunati se ne ignorate l’esistenza, aggiungo. Football Manager è l’avanguardia delle droghe del 2000, più irrinunciabile dell’eroina e dei pistacchi. Football Manager è quanto di più vicino esista al calcio vero, per quanto non sia esente da difetti strutturali.

FANCULO.

Football Manager: se inizi una partita non riesci più a staccartene. Ti alzi la mattina con il solo pensiero del centrocampista centrale che devi acquistare a parametro zero per puntellare la rosa, spegni il computer solo dopo una convincente vittoria (meglio se una serie di vittorie), e se prima di uscire hai una partita importante – che so, con l’Inter a Milano – non la giochi, perché sai già che se la giochi la perderai, e sai allo stesso modo che se la perderai sarai incazzato come una iena per le successive tre ore.

Quando giochi a Football Manager è come quando sei innamorato. Pensi solo a Football Manager, esci con gli amici o la ragazza ma in testa hai soltanto lo straordinario campionato che sta giocando Daniele Dessena o lo sconosciuto brasiliano che hai ingaggiato per due lire dal Botafogo e che ora sta facendo caterve di gol. Quando giochi a Football Manager hai paura di farti un weekend in Inghilterra, perché non hai il permesso di lavoro.

Se incontrassi lui, l’uomo che ha ideato Football Manager, come dicevo oggi con Federico, lo abbraccerei fortissimo per un quarto d’ora, perché mi ha regalato alcune delle emozioni più belle della mia vita. La vittoria a San Siro contro il Milan con il Cagliari (gol di Budel) è tuttora, per me, uno dei ricordi più emozionanti della mia esistenza dopo la prima Comunione o la prima volta che ho fatto l’amore. Immediatamente dopo averlo abbracciato, però, lo prenderei a pizze fortissime, urlandogli “brutto stronzo, tu mi hai rovinato la vita!”, perché se una giornata ti inizia storta, sta’ pur sicuro che Football Manager te la farà andare ancora più storta.

Se un campionato ti va bene a Football Manager giri per le strade con un sorriso a trentadue denti, manco stessi con Aida Yespica, e mentre stai in metro ti meravigli che nessuno ti fermi chiedendoti “Scusa, ma tu sei il mago che ha vinto la Champions League con il Lecce?”. Ti sembra strano che nessuno venga da te a criticarti le recenti prestazioni di Cozzolino o a lamentare il tuo (incomprensibile!, agli occhi dei tifosi!) interesse per la panchina del Chelsea.

Se invece un campionato ti va male la tua vita diventerà un incubo. Finirai per odiare Rey Volpato anche nella realtà, finirai per pensare che Grella è un giocatore inutile, ogni tua notte non sarà mai serena. Io sono reduce da due vittorie in diciotto giornate con il Parma: stanotte ho dormito tre ore perché stamane avevo un esame, ho provato a dormire un po’ oggi pomeriggio dopo aver perso in casa con l’Ascoli (gol di Bjelanovic al 76′) e non ho chiuso occhio.

Non ho chiuso occhio perché non vinco a Scudetto! Non ho chiuso occhio perché Morfeo non azzecca una punizione da una vita! Non ho chiuso occhio perché Football Manager, come tutte le cose belle della vita, sa farti urlare di gioia davanti allo schermo per un’incornata di Loria all’87’ di una estenuante Atalanta – Brescia, o farti bestemmiare come mai hai fatto nella vita per un gol preso in contropiede in pieno recupero quando sei in vantaggio per due a uno.

È una droga e, come tutte le droghe, ha il fascino incorruttibile di un mondo lontano.

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