Artefatto

Fa sempre un po’ male dare uno sguardo ai ricordi. Questo ricordo, in particolare, l’ho scritto in testa nel 2000.

Ricordati di amarmi per ogni mia parola e per ogni mio sorriso, perché domani potrebbe essere troppo tardi. Ricorda di amare ogni singolo secondo della mia vita, ricorda che il futuro è destinato a coincidere con il presente. Ricorda che per una persona che dice di voler morire ce n’è una che muore davvero, e che il mondo è un teatro in cui gli attori si scambiano continuamente le parti.

Pensa a quante paure inutili hai provato. Pensa a quante volte, nella vita, la morte è giunta in modo così repentino da non permetterti neanche di spaventarti. E pensa alle lacrime che hai versato dopo il suo arrivo. Un giorno, forse, non mi sentirai più parlare e mi vedrai morire. E sarà aspro, aspro e gelido come nessuna angoscia è mai stata nella vita.

Pensa a quante persone hai ucciso con una parola mal pesata. Pensa a quante tombe gravano sulle tue spalle, a quante persone avresti potuto chiedere scusa prima che fosse troppo tardi. Pensa che la loro morte è anche colpa tua, e dannati l’anima per questo. Cerca una scusa, cerca un’attenuante, e non la troverai. Sarà solo disperazione. E pentimento, amaro pentimento.

E ci proverai, a chiedermi scusa. Ma io non ti sentirò. Cercherai un sorriso nella foto che bagnerà il mio loculo, e non lo troverai. Cercherai mille altri motivi per cui avrei potuto e voluto morire, e non ne troverai. E la tua vita sarà l’inferno, e quasi ti pentirai di avermi dato l’amore. Te ne pentirai, te ne pentirai di sicuro perché saprai che non è stato abbastanza. Rimpiangerai ogni singola lacrima che mi hai fatto versare, e io non sarò più tenero e felice, sarò solo un cadavere gelido in più a rimpolpare la terra, sarà solo una distanza in più tra me e te.

Sarà altro a dividerci, quando per tutta la vita sei stata tu. Sarò il freddo che ti gela le ossa, sarò il tuo mal di testa, sarò in ogni tua ferita. Sarò la piaga della tua esistenza, della tua vita che non sarà più la stessa e non cesserà di torturarti neanche dopo la morte. E ti meraviglierai nel morire, ti meraviglierai perché non proverai alcun sollievo, anzi, sarai solo più vicina a me, e sentirai più forte il mio riso isterico. Sarai calda. E desidererai di essere fredda.

Nel tuo sangue bollente, nel tuo cervello nero di follia, nelle tue membra stanche e appassite, rimarrà il rimpianto di una vita che avresti potuto rendere splendida e che invece hai ucciso, rendendola uguale a tutte le altre.

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