Folgorati sulla via di Damasco

Perché non parlare di Paolo, celeberrimo esponente della cultura Cristiana?
Massì, ddài, parliamo di Paolone.

Riporto qui sotto alcuni passaggi dei suoi importanti scritti, alcuni passaggi forse sconosciuti ai più, ma che non perdono per questo la loro tracotante valenza simbolica.

Schiavi, obbedite ai vostri padroni con devozione e timore, serviteli con sollecitudine, come se si trattasse del Signore stesso, e non di uomini.

(Lettera agli Efesini, 6, 12)

Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è il capo della moglie, come anche Cristo è a capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto.

(Lettera agli Efesini, 5, 22-24)

Come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea.

(Prima lettera ai Corinzi, 14, 34-35)

La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia.

(Prima lettera a Timoteo, 2, 11-15)

L’uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell’uomo. E infatti non l’uomo deriva dalla donna, ma la donna dall’uomo [sic!!! ndC]; né l’uomo fu creato per la donna ma la donna per l’uomo. Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli […] Giudicate voi stessi: è conveniente che una donna faccia preghiera a Dio col capo scoperto? Non è forse la natura stessa a insegnarci che è indecoroso per l’uomo lasciarsi crescere i capelli, mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere? La chioma le è stata data a guisa di velo. Se poi qualcuno ha il gusto della contestazione, noi non abbiamo questa consuetudine e neanche le Chiese di Dio.

(Prima lettera ai Corinzi, 11, 7-10; 13-16)

Ho la presunzione di ritenere che in questi scritti vi sia la soluzione a tutti i problemi della Chiesa odierna. Qual è l’accusa maggiore che viene mossa ai vertici ecclesiastici? L’incoerenza, il predicar bene per razzolare male. Io credo che se Benedetto XVI, nella sua omelia domenicale, leggesse questi passaggi anziché quelli che comunemente vengono proposti, commentandoli con sincera e sentita approvazione, finalmente la gente penserebbe che la Chiesa dice effettivamente ciò che pensa. Non ci sarebbe più bisogno, come accadde il 25 maggio del 1521, di vietare la lettura della Bibbia ai fedeli. Saremmo tutti più coerenti, e felici di trovarci attorno, nella vita di ogni giorno, l’espressione vivente del volere Clericale.

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