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A volte sono meravigliato di come tutti noi ci attacchiamo visceralmente alle poche certezze che abbiamo. Siamo delle sanguisughe che succhiano linfa vitale dai quei due, tre eventi che nella vita prendiamo sempre per sicuri. Come bestie senza direzione, in cerca di affidabilità. In cerca di qualcosa di fermo e stabile.

1. L’INTER
L’Inter è la mia (ma non solo) prima grande certezza. Ogni volta che inizia un nuovo campionato, puoi sempre star sicuro che l’Inter, in un modo o nell’altro, nel corso della stagione lo piglierà al culo. In qualsiasi modo avvenga, avviene sempre. Inutile ricordare le annate disastrose che i nerazzurri hanno vissuto da 17 anni a questa parte, basta esemplificare questa tesi con gli avvenimenti di quest’anno. Straprima in campionato, fortissima, inarrestabile, “La squadra più forte d’Europa!, ma che dico?, del Mondo!”. Poi, in una tiepida serata di marzo, vedi l’Inter eliminata dal modesto Valencia, con Burdisso, Cruz e Cordoba che sfogano la loro rabbia di falliti frustrati. Accenni un mezzo sorriso, e pensi ancora: “Le mie certezze non falliscono mai”. E ti fanno quasi un po’ pena, quei nerazzurri incazzati con il mondo.

2. LA POLITICA
Ero ancora troppo giovane e inesperto quando mi sono avvicinato a questo mondo: è finita infatti che la prima vera stagione politica alla quale mi sono interessato è stata quella del secondo governo Berlusconi (l’ultimo, ndC). Leggevo qualsiasi cosa riguardasse la vita parlamentare, trovavo uno scandalo ogni minima dichiarazione (“Berlusconi si è comportato da maschilista con la premier Finlandese!”, “Berlusconi ha chiesto X volte la fiducia!”) e mi avvelenavo per le minime sciocchezze. Poi, la sinistra è salita al governo. Sembrava dovesse essere una svolta, poi mi sono accorto che si comporta esattamente allo stesso modo, che commette le stesse piccolezze. Ci è voluta la controprova per convincermi. E solo ora capisco chi è disilluso dalla politica italiana, solo ora concepisco quel “I politici sono tutti uguali” che prima mi sembrava una stronzata. Ora è una mia certezza. E finisco per considerare anche un po’ stupido chi si altera e batte contro un’astensione al Senato, chi trema per una possibile caduta del governo. Fate pure voi, io mi tengo le mie ideologie.

3. LA MUSICA
Accade poi che aspetti solo la domenica, dalle 18 alle 20. Accade che un gruppo riesce a darti, per la prima volta, quelle emozioni che solo i Sottopelle riescono a regalarti. Quei Sottopelle che era il mio sogno da bambino e che si è infranto nelle mie mani, con mio grandissimo dolore. Quei Sottopelle di cui non riesco a parlare al passato, perché sono parte di me. Accade che, anche se dal lunedì al sabato ti alzi con l’umore storto e maledici ogni secondo che passa, in una placida e blanda tristezza, sai che la domenica dalle 18 alle 20 sarai felice. Sai che proverai gioia.

Dicendo gioia non intendo leggerezza, ma semplicemente il desiderio di inventare qualcosa.

Ci attacchiamo alle certezze.
Le viviamo.
Io, personalmente, ne vivo.
Alcune le ho vissute con così grande convinzione che ad un certo punto ho dovuto guardarmi in faccia.
E rinunciarvi.
E spaccarmi la testa per una vita a convincermi che è stato meglio così.
Anche se ne ero già convinto.

Ma, si sa, le certezze sono tutt’un fiore.
E proprio per questo vanno annaffiate in continuazione, vaffanculo.

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