Quando sei nato non puoi più nasconderti (corsi e ricorsi)

È la solita vita
la solita rincorsa a una corriera già partita

Tranne quell’anno, quello sì. Quello in cui uscirono i Quintorigo di Rospo, quello sì che fu un Sanremo sopra la media. Quest’anno invece no, perché Sanremo è Sanremo, perché Sanremo ha un pregio che lo rende sempre vincente: quello di risultare sempre peggiore dell’anno precedente, sempre peggiore di tutti i precedenti. Vedi DJ Francesco (stonato come un piatto di gamberi a Natale) che canta con il padre, il quale tenta di porre rimedio ai disastri del figlio cantando tutte le note un’ottava sopra e baroccando il tutto all’inverosimile.

Dici “Ok, basta, come al solito, ci ho provato anche quest’anno”, maledici il fatto che oggi non ci sia Mai dire martedì e ti metti al computer in cerca di qualcosa di interessante, in cerca di qualche news sulla crisi di governo. Poi, ad un tratto, arriva tua madre al trotto e, rispettosa della sua sordità, ti urla “Claudio, Claudio, c’è Daniele Silvestri!”. Perché tua madre ascolta Caruso e Claudio Villa, ma una certezza, una piccola certezza che ha agguantato dai tuoi tronfi sedici anni: quella che al suo deludente figlio piace da morire Daniele Silvestri.

Ti siedi davanti alla tivvù, uno dei pochi momenti di intimità familiare, e ascolti. Ma che succede, il microfono è rotto? Perché questa strada distorsione della voce, è fatta apposta? Come mai si porta sempre la mano all’orecchio, c’è qualche problema? Poi metti da parte i pregiudizi, metti da parte il fatto che si diceva che Morgan ci sarebbe andato, a Sanremo, e invece non l’ha fatto, mentre Daniele Silvestri è il solito coglione incoerente, che sputa davanti ai fan nel piatto in cui mangia (e come ci mangia, ragazzi…).

Insomma, ascolti, e alla fine lo ammetti. La canzone è carina, non è male, orecchiabile, divertente, con un significato profondo come al solito. Seppur sia una merda, un venduto, un ipocrita, alla fine Daniele Silvestri è sempre Daniele Silvestri. E le canzoni non le sbaglia mai. Sai già che sarà un successo. La ascolti, con un sorriso sulle labbra, e ti vengono in mente gli anni lontani, già, gli anni lontani…

Stai bene, tutto bene, i ricordi non creano fatica.
Manca solo una cosa.
Te.

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