Non lascio nulla al caso, nemmeno un corsivo

Tu lo seguisti senza una ragione
come un ragazzo segue l’aquilone

Oggi io passo dai Pennywise ai Saint-Germain. Oggi io stoppo Il suicidio dei samurai al momento più bello, quello in cui parte l’assolo noise, e mi sparo il primo minuto di Silver screen di Felix Da Housecat. Oggi io apprezzo le stonature di Jim Lindberg dei Pennywise e mi lascio trasportare dalla voce campionata e un po’ lo-fi di Rose rouge.

E c’era il sole e avevi gli occhi belli
lui ti baciò le labbra ed i capelli
C’era la luna e avevi gli occhi stanchi
lui pose le sue mani sui tuoi fianchi

Oggi io torno a casa e stanco come sono, invece di crollare a dormire, accendo il computer ed inizio a postare. Oggi io non ti filo più di tanto su Messenger perché sto scrivendo, e sto scrivendo di te. Dunque, se vuoi, riuscirai a sentirmi. Oggi io accendo la televisione, vedo un pezzo di Studio Sport e lo mollo proprio quando inizia a parlare della Roma, perché quello che ho da dire, quello che mi gira in testa è più importante.

Furono baci e furono sorrisi
poi furono soltanto i fiordalisi
che videro con gli occhi delle stelle
fremere al vento e ai baci la tua pelle

Oggi io mi addormento in un letto umido di una stanza che sa di chiuso. Oggi io metto a posto un accappatoio bagnato senza che, come al solito, passi almeno tre ore buttato sul letto. Oggi io guardo quella scatola, quella famosa scatola che fa un po’ ridere, e mi sembra così interessante, così piena di significato. Oggi io guardo i pantaloni con le strisce rosse, e penso che forse sì, sono brutti davvero, e che magari vale la pena indossarli solo per toglierli.

Oggi io faccio tutto questo e penso a te. Ma la cosa buffa è che forse lo faccio proprio perché penso a te.

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