Il piacere tipicamente italiano della flatulenza ossessiva e ridondante

PREMESSA N°1
Questo post verte su un argomento non esattamente aulico. Benpensanti, puritani, bacchettoni e filo-Berlusconiani sono avvisati; se non volete sentirvi offesi, please al largo dal mio blog (per oggi)!, dal momento in cui non sempre i miei post trattano di tematiche di così basso livello, coglierò l’occasione per sfoderare tutta la trivialità di cui sono capace, senza porre alcuna limitazione al mio turpiloquio.

PREMESSA N° 2
Numerose interpretazioni girano attorno alla versione volgare del sostantivo peto. C’è chi lo chiama scorreggia (da lì scorreggiare), chi scureggia (scureggiare), chi scora (scorare), chi – i meno volgari – puzzetta (puzzettare?). Va da sé che esistono decine di altri termini per esprimere lo stesso concetto; io, ad ogni modo, ho optato per la seconda soluzione.

POST (lasciate ogni speranza, voi ch’entrate)
Stasera c’è la Serata-Scapoccio di Sport Locale. Durante tutta la giornata di oggi mi è presa a scureggiare con una frequenza imbarazzante: ho cagato tre volte, tutte e tre le volte solo dopo essermi arreso ad un martellamento ossessivo di flatulenze. Il bello è che dopo tre defecazioni mi viene ancora da scureggiare!
Allora ho fatto due più due, sono tornato con la mente alla prima Serata-Scapoccio cui ho partecipato e mi sono ricordato che anche quella sera mi veniva da scureggiare in continuazione! Ricordo imbarazzanti devo andare un attimo al bagno per chiudermi al cesso a liberare la mia puzza omicida, che mal avrebbe figurato in un gruppo di persone che conosco appena.
Sarà l’atmosfera pre-Sport Locale che mi fa emanare tutti questi peti?

Ma c’è un’altra cosa da aggiungere, una cosa che si ricollega in parte al tema delle flatulenze ed in parte a quello di Sport Locale, in una commistione di coincidenze ed influenze che metterebbe i brividi anche a Quentin Tarantino.
Mi è tornato infatti alla mente un post presente sul blog di uno dei collaboratori di Sport Locale (nonché ragazzo di una mia ex compagna di classe), di nome Dante: il post in questione trattava appunto il tema dei peti. Ebbro dei gas da me stesso emanati, mi è sovvenuto il ricordo di una filastrocca usata – da bambini – come conta per decidere chi dovesse accecarsi nel celeberrimo gioco chiamato Nascondino.

Ebbene, la conta in questione si intitolava appunto Dante (lo scureggiante).
Ora, premetto che non ho assolutamente niente contro il Dante di Sport Locale – che, malgrado le idee politiche e calcistiche a me avverse, è una persona limpida e piacevole e si nota da subito; non c’è infatti alcun riferimento a lui in questo post, se non il fatto che è stato il suo nome a riportarmi ai tempi della beata infanzia – ho pensato alla canzoncina in questione ed ho deciso di riportarla.

AUTORE: Ignoti.
TITOLO: Dante (lo scureggiante)“.
DIRIGE: Il maestro Livi Bacci.
CANTA: Claudio Delicato!

Le luci divengono soffuse, il pubblico in silenzio, due secondi per aggiustare microfoni e strumenti e Sanremo è pronta ad ascoltare.

Dante
lo scureggiante
ne fa una
ne fa tante

Ne fa una
al limone
e fa tremare
tutto il Giappone

Ne fa una
all’arancia
e fa tremare
tutta la Francia

Ne fa una
al caffè
fa-tre-ma-re
pro-prio-TE!

Ora, al di là del fatto che questa filastrocca è semplicemente splendida e geniale, pensate alle implicazioni sociali della stessa: una di quelle canzoncine volgari e proibite, di quelle che devi tenere la voce bassa per cantarle, ché se un adulto ti scopre scatta la ramanzina!
Ma analizziamola un secondo: trattasi di un personaggio non meglio definito che con le sue flatulenze è in grado di sconvolgere intere nazioni. L’ultima delle stesse, precisamente al caffè (liquido tra l’altro generalmente vietato ai bambini, il che faceva la conta ancora più trasgressiva), avrebbe fatto tremare il sorteggiato per accecarsi.
Quindi, il messaggio della filastrocca è: TU SEI VITTIMA DI UNA SCUREGGIA.

Affermazioni del genere trovano strada solo al liceo, per chi come me è stato a scuola dai preti; solo allora la scureggia assumeva contorni goliardici, prima era un colpo sotto la cintura che, qualora ti fosse scappato, ti avrebbe procurato la derisione della classe intera. I bambini, e con essi le loro scuregge, sono i più grandi innovatori di questo secolo.
Capaci addirittura di anticipare e reinterpretare il significato sociologico della scureggia.

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