Come vorrei sentirti

È vero, Berlusconi ha ragione: non possiamo dargli torto, è stato uno dei primi a fondere la sua vita pubblica con quella privata, a schiaffare le sue vicende personali in prima pagina. I problemi sono due:

  1. A noi che cazzo ce ne frega?; e
  2. Probabilmente lo faceva solo per deviare l’attenzione dai suoi numerosi problemi legali.

A dire la verità, però, il Nano Malefico ha anche un altro merito: quello cioè di aver abolito il politichese in favore di un linguaggio più comune ed immediato, spesso però penalizzato dalla sostanza dello stesso. In soldoni, diceva cazzate, ma le diceva in maniera comprensibile a tutti (cfr. Aboliremo l’Ici! Daremo una casa a tutti! Tutti saranno più bianchi, ma con il pisello più lungo di 40 cm!).

Mi chiedo a questo punto una cosa: gli uomini della sinistra, da tempo associati al formalismo, al linguaggio tecnico ed ermetico, alle vecchie sedi impolverate del PCI dove si preparavano discorsi ampollosi e tronfi… non dovrebbero anche loro rinnovarsi, magari parlando più chiaramente, così come fa il Berluska?

Ecco, allora, cosa vorrei sentir dire dai politici di sinistra:

  • Abbiamo fatto una Finanziaria di un Comunismo esorbitante! (Oliviero Diliberto)
  • Froci, gioite! Da oggi potrete buttarvelo al culo liberamente! In bocca al culo! (Rosy Bindi)
  • Ah Ruini, porcozzìo, chettestanventà? Fatte meno segheee! (Clemente Mastella)
  • Lu puliticu ora barla ghiaru. (Antonio Di Pietro, i limiti tecnici ci sono)
  • I cittadini italiani, per favore, non rompessero i coglioni. N’artro po’ e je liberalizzavo pure er bucio der culo, de più non potevo fa’. E mo’ fateme fa’ ‘sta canna! (Pierluigi Bersani… per un po’ ho addirittura pensato che si chiamasse Decreto Bersani)
  • Laico, socialista, liberale e radicale. (Daniele Capezzone non cambierà mai)
  • Chi vuole una strategia di uscita dall’Afghanistan rutti o scureggi ORA! (Fausto Bertinotti, magari durante una votazione)

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