La piccola meraviglia triste

Mi sono accorto
ultimamente
del mio senso di insofferenza

Mi hanno detto
onestamente
che la persona con cui sto meglio
sono io

Questo il ritornello di un testo che ho scritto in un periodo molto difficile della mia vita (quello a cavallo tra ottobre e novembre 2006) per un gruppo che, in assenza forzata dei Sottopelle, mi ha fatto riscoprire il mio approccio tenero, ingenuo e pieno di aspettative che nutro nei confronti della musica. Pur essendo un musicista poliedrico ed avvezzo alle sperimentazioni, con i TimeVersus purtroppo non riuscivo a tirar fuori quella vena ispiratoria, non sicuramente per colpa loro. Queste parole che Giovanni canta con lo stomaco hanno per me un significato enorme, perché in quel periodo non riuscivo a capire, per citare Morgan, cosa penso di me cosa voglio da te dove sono cosa sono e perché.

Scrivo questo post con l’obiettivo un po’ pretenzioso di descrivermi, di inquadrarmi. Una delle poche vere amiche femmine che abbia incontrato negli ultimi anni mi definì una piccola meraviglia triste. Ora non ho più la fortuna di godere della presenza di questa persona, perché ciò che lei voleva da me era diverso da ciò che io volevo da lei; e per questo mi ha gentilmente chiesto di farmi da parte, di non cercarla più. E io la rispetto, seppur lei sia stata una presenza fondamentale della mia vita, perché con lei stavo quando ho appreso la notizia della morte di mio padre, e lei mi ha accompagnato nel dolore che mi portò dal centro di Barcellona all’aeroporto.

Una piccola meraviglia triste. Se fossi ancora più egocentrico rispetto a quanto sono già, direi che è una definizione calzante, invece mi limito a sostenere di ritenermi fortunato che, almeno una volta nella vita, una persona mi abbia detto una cosa così bella. Ora, dopo il mio post sul 20 gennaio, mi trovo circondato di persone che, in modo o nell’altro, mi danno un messaggio più o meno simile. E io vorrei essere veramente bravo con le parole quanto sostengo di essere, per poter descrivere quanto la loro presenza sia stata fondamentale nei momenti difficili della mia vita, e ce ne sono stati.

Il 20 gennaio è stato un giorno difficile malgrado la mia verve di buontempone abbia cercato di celarlo. Per questo mi sento in dovere di ringraziare chi, mettendo da parte le proprie esigenze e i propri pensieri personali, ha cercato di addolcirmi una ricorrenza così dolorosa. Forse, di quel maledetto 20 gennaio, ricordo con più dolore i volti in lacrime di Ricky, Cristiana e Federico che quello freddo – di quel freddo che non ne trovi più uno così gelido – di mio padre, nella bara, con i vestiti buoni, per presentarsi al Signore nel migliore dei modi.

Idiosincrasie mediatiche spesso oscurano gli autori dei post. Per questo posso solo ipotizzare che l’ultimo sia stato scritto da Dario, anche se non ne sono sicuro al 100%. Quello precedente, che pensavo sì fosse postato da Dario stesso, era invece di Adriano. Una persona che è salita a singhiozzi nel treno della mia vita, entrando ed uscendo, con quella discrezione che solo lui sa cucirsi addosso. Una persona a cui non posso fare a meno di sentirmi legato, perché nel cazzeggio e nei discorsi seri la vedo maledettamente simile a me.

Ora come non mai sento di avere intorno persone che mi capiscono, e non potete immaginare quanto fosse importante per me. Ho intorno gente che tuttora mi ricorda che, in fondo in fondo, sono ancora una piccola meraviglia triste, e che loro per me sono meraviglie anch’essi, meraviglie grandi, grandissime, ipertrofiche, enormi, per questo mi sento così piccola in confronto a loro.

Alcuni mi hanno dato l’impressione di pensare che io sia pazzo, ultimamente. E magari è così.

Mantenetevi folli e comportatevi come persone normali.

È la citazione preferita di Pepa.

Per questo io vi ringrazio. Tutti, dal primo all’ultimo, mi fate sentire nel giusto. E non è facile. Vorrei farvi sentire la mia voce, purtroppo ci riesco solo così.

L’unica ragione è
esser sempre uguale a me
e non aver due anime

Un grazie di cuore a tutti voi. Arrivate sempre al momento giusto. Anche questa Maria Cristina che non conosco!

Post correlati secondo criteri di dubbia valenza scientifica

Commenta

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *