Io non ho risposte

I politici sono sempre pronti a rispondere a qualunque domanda. Ogni cosa si chieda loro, anche la più pericolosa, trova sempre una risposta comoda. Ciascuno ha una propria teoria, una propria strampalata e visionaria concezione della realtà in cui trova un’argomentazione che gli dà ragione, sempre e in qualsiasi modo. Nel loro mondo soggettivo, astratto e facilmente calzante a qualsiasi congettura, non esiste un solo angolo, un solo punto debole che fa sì che abbiano torto.

Così è facile, molto facile. Perché noi umani, noi persone normali, dobbiamo invece concentrarci con una realtà spietata, incorrutibile ed oggettiva, che qualsiasi cosa pensiamo riesce comunque a trovare un difetto, una colonna portante da azzannare. Così ci colpevolizziamo, viviamo nel dolore e nella sofferenza senza trovarci davanti un mondo sereno che ci sorrida, ci comprenda e dica “Hai ragione tu, stavolta, e io ti darò una mano”.

Io non ho risposte. Non ho opinioni da fare, non ho ciniche e nichiliste visioni del mondo che mi permettano di scegliere una via piuttosto che un’altra senza risentirne. Ho uno specchietto retrovisore incollato sulla testa, che mi pone costantemente davanti quello che ero e lo mette a confronto con ciò che sono ora, sottolineandole inderogabilmente gli svantaggi e le sofferenze, e sminuendo i traguardi e i momenti felici. Ho nella mente una serie di svolte improvvise e istintive, le quali hanno modificato profondamente il mio stato d’animo e sulle quali non sono mai riuscito a riflettere in maniera adeguata.

Tutto nella mia testa è un turbine, tutto è un uragano scomposto e indefinito di pensieri e situazioni che non mi permettono di vedere il tutto con la nitidezza e la spartanità di un quadro postmoderno. Ed è per questo che non riesco a riflettere su quello che vivo, non riesco ad inquadrare quello che penso e vivo costantemente sospeso tra l’inizio di una nuova vita e la fine di quella che mi ha preso per mano finora. Ed è brutto essere Van Gogh in un mondo di Fontana. Io non so come uscirne. So solo che mi sto facendo male, molto male, e non so se mi conviene continuare a farmene.

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