Le sorprendenti proprietà metaforiche del singhiozzo

Ho il singhiozzo.
È una cosa altamente letteraria, chissà perché nessuno ci ha mai scritto una poesia su.
Magari esiste e io non la conosco.
Il singhiozzo viene e va.
Ne riconosci l’esistenza solo quando esce fuori all’improvviso.
Poi rimane sopito per un po’.
Rimane in silenzio, e tu stai lì ad attenderlo.
Riesce fuori all’improvviso, dopo un po’, e fa male.

Ti vivi quel momento, quel sussulto, nel modo migliore possibile, cercando di limitare i danni.
Poi scompare di nuovo, e forse fa ancora più male.

Chissà, è un po’ quello che sto provando io adesso.

Ma una cosa va detta.
Che prima o poi, il singhiozzo passa.

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