Cosa è Comunista?

Un tempo Enrico Berlinguer, in diretta televisiva, diceva con un tono deciso:

Una persona su tre, in questo paese, è Comunista. Nella vostra famiglia, in tutte le famiglie italiane c’è un Comunista. Almeno uno dei vostri vicini di casa, dei vostri colleghi, vota Comunista.

Quasi a voler dire che era meglio rassegnarsi, che il Comunismo c’era e non poteva essere demonizzato. I Comunisti erano una realtà imprescindibile del paese.

Dov’è finita quella persona su tre? Dov’è finito il 32% di Italiani che votava Comunista? Dov’è finita quella folla oceanica che ha presenziato con il pugno chiuso i funerali di Enrico Berlinguer? E soprattutto, perché oggi chi è Comunista si vergogna di ammetterlo? Perché fino a 16 anni fa molte cose che la Russia faceva andavano bene, e oggi invece è un modello da disprezzare?

Perché i DS, quando viene rivolta loro l’accusa di essere ex-Comunisti, impallidiscono, arrossiscono? Perché Silvio Berlusconi può ancora usare la parola “Comunista” come un’offesa, quando fino a poco tempo fa era una qualifica di cui andare orgogliosi? Perché un tempo bisognava essere Comunisti per lavorare, per prendere voti, mentre oggi avviene l’esatto contrario?

Dov’è finito il Comunismo? Possibile che sia crollato così, tutto d’un botto, senza spiegazioni? Possibile che sia finito tutto con il crollo del Muro e con il ritiro delle truppe da parte di Gorbaciov? Ma soprattutto, cosa è Comunista al giorno d’oggi?

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