Quotidiani

Ieri, per valutare la diversità dei quotidiani nel trattare la manifestazione svoltasi martedì, ho comprato ben sei quotidiani. Li elenco, da destra a sinistra: Il Secolo XIX, Il Tempo, Il Corriere della Sera, Repubblica, L’Unità, Il Manifesto. Tralasciando il risultato della mia indagine (dico solo che ho trovato Il Tempo insolitamente corretto, al contrario del Secolo XIX che ha praticato un occultamento della verità vergognoso), volevo raccontare un episodio che oggi mi ha colpito particolarmente.

BIG BANG, vedendo il quotidiano di cui Padellaro è direttore, ha strabuzzato gli occhi dicendo: “L’Unità?!”. Alla mia richiesta di ulteriori chiarimenti ha poi detto: “L’Unità a casa mia non è mai entrato, non lo comprerei neanche se fosse rilegato in oro”. Ora, premetto che non leggo L’Unità e lo trovo anche molto approssimativo, ma il pensiero che mi è salito alla testa è stato questo.

BIG BANG, forse non lo ricordi ma il muro di Berlino è caduto nel 1989, e il Partito Comunista si è sciolto due anni dopo, dunque L’Unità non può più essere considerato il quotidiano del PCI e, tanto per essere precisi, non penso neanche che sia ancora un giornale Comunista. E lo penso per una semplice ragione: perché se esistesse ancora il Partito Comunista, e se L’Unità fosse ancora il suo riferimento mediatico, io quel giornale lo comprerei ogni giorno, anzi, anche due volte al giorno.

Forse solo per farti rabbia.

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